Le parole sono pietre

Oggi vogliamo parlarvi di un’importante campagna di sensibilizzazione, rivolta soprattutto ai giovani, finalizzata a contrastare i “discorsi d’odio” .

 La campagna, denominata Words are stones,nasce da un percorso che ha coinvolto 6 associazioni  operanti in diversi paesi: Lunaria (Italia), Antigone (Grecia), SOS Racisme (Spagna), Grenzelos (Austria), Adice (Francia) e Kisa (Cipro) ed è sostenuta dal programma Europe for Citizens.

Dopo una fase di studio e analisi dell’hate speech (discorso d’odio) nei propri paesi, le associazioni hanno individuato gli elementi comuni sui quali  fare leva al fine di realizzare una campagna di sensibilizzazione efficace.

Tra i temi i più ricorrenti dei discorsi xenofobi e razzisti sono emersi quelli dell’invasione, della competizione per risorse limitate (welfare, lavoro, ecc.), dell’incompatibilità culturale e della perdita delle identità nazionali.

Alla fase di analisi dei discorsi di odio più diffusi è seguita quella della realizzazione di  5 brevi video che, utilizzando gli stereotipi più comuni, mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei discorsi ostili.

L’idea della campagna è che è molto difficile demolire le retoriche violente limitandosi a  ridimensionare, potremmo dire a “sgonfiare”, attraverso l’argomentazione razionale le loro narrazioni: queste infatti parlano alla pancia e non alla testa, alla sfera emotiva e non a quella razionale delle persone.

Per questo, il messaggio di fondo scelto è “attenzione a quello che pensi di credere, di pensare, di volere”; ovvero “attenzione a non farti manipolare”.

I destinatari principale di questi videosono i giovani politicamente non schierati, che non hanno  ancora un’idea definita ed ostile riguardo alle migrazioni.

 Quei giovani, insomma, che più facilmente possono essere influenzati dai discorsi d’odio e dalle narrazioni che li accompagnano.

I destinatari secondari sono le forze politiche e gli attivisti della società civile, al fine di coinvolgerli in una condivisione della campagna  di contrasto alle discriminazioni e al razzismo online e offline che sia la più ampia possibile

La campagna, già  partita a gennaio, ma poi interrotta a causa della pandemia, avrà respiro internazionale e sarà diffusa al massimo attraverso i media on-line.

Il concetto creativo alla base dei video è quello di far emergere le contraddizioni che nascono quando ciò che ci piace si scontra  con i pregiudizi e i luoghi comuni.

I protagonisti sono due giovani maschi, sempre gli stessi, alle prese con scene di vita quotidiana nelle quali la narrazione dei discorsi d’odio si scontra con la realtà delle cose (la partita di calcio, il cibo, il bar e un tentativo di approccio a una ragazza, il pronto soccorso, una festa).

 Ogni video si conclude con la sovrapposizione in diverse lingue delle numerose frasi stereotipate che sono state  individuate come ricorrenti, seguite da uno slogan che chiama in causa la partecipazione dello spettatore all’azione, invitandolo a porre attenzione alle parole e ai comportamenti quotidiani.

I video sono realizzati daStefano Argentero (regia e animazione) Juri Fantigrossi (fotografia e montaggio), Fabio Fortunato (tecnico di registrazione) e Riccardo Piretti (doppiaggio) con la tecnica dell’animazione di plastilina in stop-motion.

La campagna sarà interamente on-line, sfruttando i media più utilizzati (facebook, twitter, instagram, whatsapp, telegram, messenger etc.).

Al seguente link è possibile visionare i video realizzati.

https://video.repubblica.it/mondo-solidale/words-are-stones-5-video-per-una-campagna-contro-l-hate-speech-il-bar/351289/351862