
Mary Lawlor, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani, ha espresso una dura critica al disegno di legge sull’immigrazione presentato dal governo italiano.
Ha infatti dichiarato che in questo disegno sono presenti norme chiaramente in contrasto con il diritto internazionale e finalizzate a limitare ancora di più l’azione delle Organizzazioni Non Governative che soccorrono in mare i migranti.
Invita pertanto il governo italiano a rispettare il diritto internazionale e ad abbandonare il disegno di legge.
Mary Lawlor rivolge la sua critica soprattutto al previsto blocco navale, che sarebbe in aperto contrasto con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, la quale ha stabilito i casi in cui il passaggio di una nave può essere considerato offensivo e quindi bloccato.
Nessuna nazione può arbitrariamente inserire altri casi, come invece sta facendo il governo italiano, che ha previsto, come casi che legittimano il blocco, un’eccezionale pressione migratoria, un’emergenza sanitaria o eventi internazionali di particolare rilievo.
In questo modo si colpirebbe l’obbligo di soccorso previsto dal diritto del mare, che le ONG che agiscono nel Mediterraneo praticano e difendono.
Già in precedenza la Relatrice Speciale aveva espresso preoccupazione per il sequestro di alcune navi umanitarie e per la strategia di assegnazione di porti lontani per lo sbarco dei migranti soccorsi, sottolineando che questi provvedimenti rappresentavano una forte limitazione «della libertà di associazione e del diritto a promuovere i diritti umani».
Molti fermi amministrativi delle navi umanitarie sono stati infatti annullati da vari tribunali, perché considerati in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione che impone il rispetto dei vincoli derivanti dagli accordi internazionali.
Ma, come ben sappiamo, il diritto internazionale in Italia vale ma «fino a un certo punto». Non lo diciamo noi, lo dice il nostro ministro degli Esteri.