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  Il Perù
 

Con una superficie di 1.285.215 km2, il Perù è il terzo paese più esteso dell'America Latina, dopo Brasile e Argentina, tra i 20 paesi più estesi del pianeta. Dal punto di vista amministrativo il suo territorio è diviso in 24 departamentos, ognuno dei quali è a sua volta composto da diverse province, suddivise ulteriormente in distretti. La capitale del paese è la città di Lima, dove si concentra il cuore politico, economico e finanziario del paese.

 
  La sua storia
 

Sotto il profilo politico, il paese esce segnato da oltre un secolo e mezzo di dissesto politico culminato infine con il governo di Alberto Fujimori e con un conflitto “silenzioso” ingaggiato tra lo Stato e la guerriglia di Sendero Luminoso che ha provocato ben 69.000 morti, in maggioranza contadini. Caduta l’illusione di un possibile rinnovamento con Alejandro Toledo, con il ritorno di Alan Garcìa (2006), le pratiche di gestione ed intervento dei successivi governi rimangono improntate all’esclusione delle fasce più povere della popolazione.

 
  Debito estero
 

Il Perù spende annualmente oltre 2 miliardi di dollari per il servizio del debito estero: oltre il 20% del suo bilancio nazionale e un terzo delle sue esportazioni. In cambio riceve prestiti per un miliardo di dollari dalla Banca Interamericana di sviluppo e dalla Banca mondiale (ENDES 2000).

 
  Condizioni sociali ed economiche
 

La realtà della popolazione peruviana, composta di circa 26 milioni di abitanti, si caratterizza soprattutto attorno alla divaricazione tra un 72,3% di popolazione urbana – concentrata in particolare attorno a Lima – e un 27,7% di popolazione rurale, dislocata soprattutto nella sierra sulle Ande. È infatti sulla popolazione rurale della sierra, in prevalenza india (nativa), che si misurano le principali disparità etniche, sociali ed economiche del Perù. In questa area, nella quale si colloca anche il distretto di Caracoto dove opera questo progetto, si concentrano i maggiori problemi legati a povertà, denutrizione, salute, educazione. Se nel paese la “povertà estrema” (meno di 30 dollari al mese) nel 2002 toccava il 23,9% degli abitanti, nella sierra rurale si arrivava addirittura al 57,9%, mentre la “povertà totale” (meno di 2 $. al giorno), nel paese al 54,3%, saliva in quell’area fino all’81,8%. Gli scarsi interventi dei governi succedutisi hanno di fatto escluso da particolari miglioramenti le popolazioni di queste aree, tanto che nel decennio 1991-2001 in tali zone si sono spesso avuti peggioramenti, piuttosto che miglioramenti, delle condizioni degli abitanti (INEI 2004). Il dipartimento di Puno – dove si trova Caracoto – si trova così ad accogliere i livelli più alti di indigenza nei vari settori della vita privata e sociale, divenendo così rappresentativo di quell’area del paese – collocata nella Selva rurale e composta da popolazione india – che concentra in sé i maggiori problemi sociali ed economici. Al suo interno la povertà totale è cresciuta dal 2001 al 2002 dal 78% al 79,7%, la povertà estrema dal 46,1% al 49.8% (INEI-UNDP 2004).

 
  Alimentazione e scolarità
 

Sul piano dell’alimentazione le condizioni di vita influiscono quindi in maniera determinante: nel 2000 solo il 40,7% della popolazione rurale ha disponibilità di acqua dentro la propria abitazione, il 46% ha accesso alla rete idrica pubblica, a fronte dell’88% della popolazione urbana, solo il 57% ha disponibilità di acqua potabile sicura. All’interno di questa area, sono soprattutto i bambini in età scolare e prescolare a risentire dei maggiori disagi per le drammatiche condizioni economiche e sociali, sommando su di sé, oltre alle difficoltà oggettive di tale realtà, la delicatezza della loro fase di vita e dunque le necessità umane, psicologiche, educative e sociali che devono accompagnarli nel momento decisivo della loro crescita e formazione. Riguardo all’alimentazione, la denutrizione cronica nei bambini con meno di 5 anni è nella sierra rurale al 38,6%, nel dipartimento di Puno al 29,7%. In generale la denutrizione è legata anche alle condizioni di cultura e educazione, tanto che i gradi più alti di denutrizione cronica si registrano proprio nelle fasce meno istruite o senza istruzione (51,6% di bambini denutriti cronici). Le politiche governative degli ultimi anni hanno di fatto escluso la popolazione rurale, ed in particolare i bambini, da interventi risolutori delle loro condizioni, provocando l’accrescimento dei livelli di povertà ed eludendo l’organizzazione di programmi concreti mirati alla tutela e allo sviluppo umano, sociale, economico ed infine politico di quel germe della società che sono i bambini: trascurato il sistema educativo, il sistema sanitario (di prevenzione e cura) e l’attenzione a livelli e correttezza dell’alimentazione.

 
  Il nostro intento
 

Per questo, il progetto “El comedor” risponde alla necessità di consolidare un centro, che certo non potrà farsi supplente delle manchevolezze dell’azione statale, ma che si incarichi di garantire unitamente i diritti basilari (alimentazione, educazione, salute, socialità), sia per dare aiuto immediato ai bambini coinvolti sia per essere un modello educativo rivolto tanto ai piccoli utenti, alle loro famiglie e alla comunità interessata, come esempio di corretto sviluppo integrale, quanto alle autorità peruviane, come stimolo ad attivare simili iniziative a livello più ampio.

   

 

 

 
 
 



 

       

 
 

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