Una voce da Juliaca

Per un periodo di due mesi, precisamente da Marzo-Maggio 2017, tre giovani volontari hanno operato all’interno dei nostri progetti in Perù svolgendo attività con i bambini della scuola primaria di Juliaca.

Oggi pubblichiamo una prima testimonianza di questa esperienza, quella di Gabriele Giannini.

 

Il mio viaggio per arrivare a Juliaca dove iniziare l‘esperienza di volontariato alla scuola “El Comedor Estudiantil Giordano Liva” comincia da un po piu’ lontano ed esattamente il 24 Febbraio, giorno di arrivo a Lima, la capitale del Peru’. Da qui in avanti ho viaggiato in diverse citta’ del paese sempre ospitato dalle persone del posto avendo l’opportunita’ di conoscere e ammirare le differenti diversita’ che il Peru offre tra la Costa, la Sierra e la Selva fino ad arrivare finalmente a Juliaca l’11 Aprile.

Ad attendermi carichissime nella casa di Caracoto messa a disposizione per i volontari dall’associazione c’erano Adele e Aurora, le altre due ragazze Italiane con le quali ho trascorso tutta l’esperienza e condiviso il progetto di volontariato alla scuola. Tra di noi fin da subito si e’ creata una buona empatia vivendo assieme nella casa che in realta’ condividevamo anche con un altro ragazzo del posto di nome Jhonny che lavorava anche lui stabilmente presso la scuola da qualche anno. Adele e Aurora erano lì da circa un mese prima del mio arrivo, quindi mi sono semplicemente limitato a dar loro una mano con lo spettacolo che avevano ideato e che coinvolgeva tutte le classi dei bambini dai 6 ai 12 anni.

La scuola e’ ben organizzata, il metodo di apprendimento si basa sul continuo lavoro di scrittura e lettura da parte dei bimbi che non hanno libri ma soltanto si devono preoccupare di avere la voglia di ascoltare ed imparare. A meta’ mattina hanno la merenda e al mezzo giorno iniziano i turni per il ricchissimo e sempre variegato almuerzo che le cuoche preparano quotidianemente; insomma, si ha tutto il necessario per poter studiare e crescere felici, compreso il buon umore costante degli insegnanti e direi anche quello dei volontari che via via collaborano con la scuola. A noi era stata assegnata l’ora di arte, e grazie alle ottime idee di Adele e Aurora abbiamo realizzato con i bambini maschere, balletti e brevi introduzioni parlate sulle caraterristiche dei differenti continenenti di tutto il mondo sotto forma di spettacolo. La struttura della scuola e’ di qualita’ e sembra in costante miglioramento, un vero lusso vedendo l’ambiente che circonda il complesso e l’assenza di strade asfaltate nei pressi del centro; ma la gente sembra sempre essere felice e non si preoccupa molto di questo, forse perche in fondo per loro e’ normale cosi e le cose importanti sono ben altre. Per quello che abbiamo avuto modo di vivere e di vedere tutto funziona ed e’ costantemente sotto la supervisione di Fredy che si occupa di controllare che tutto vada bene e di gestire le esigenze tecniche e strutturali della scuola, dai materiali all’organizzazione generale del lavoro. Poi c’e’ Padre Luis Huberto Bejar, direttore della scuola e personaggio per eccellenza dal carisma e dall’ironia unica sempre pronto a mettersi in prima linea per difendere gli interessi di chi non ne ha le possibilita’.

Credo che per qualche istante mi abbia ironicamente odiato per tutte le domande che costantemente gli facevo ma e’ una persona talmente interessante che a me veniva spontaneo: l’ho rinominato sarcasticamene Robin Hood, colui che prende ai ricchi per dare ai poveri.. Una sera quando eravamo a cena tutti insieme a casa sua gli ho banalmente domandato dove prendesse tutta quell’energia per andare avanti e lottare, e lui molto semplicemente oltre che a rispondermi all’istante, me lo ha mostrato il giorno seguente quando eravamo a contatto con la gente per la messa di Pasqua che lui stesso teneva in un piccolo pueblito chiamato Santiago de Pupuca: si, il suo segreto e’ proprio il costante calore della gente che gli dà quotidianamente tutta quella forza per conseguire cio’ in cui crede fermamamente; come direbbe qualcuno, ” e’ difficile vincere contro chi non si arrende mai “. Sempre in cerca di nuove opportunita e di fondi per migliorare la scuola ed i progetti di aiuto verso i piu deboli, oltreche’ nel tempo rimanente anche Parroco e Studente Universitario ad Arequipa. Una persona in costante movimento amato e conosciuto da tutti, Il Turco (cosi lo chiamano), impossibile farne a meno: quando non c’e’ si sente eccome la mancanza. Nelle varie volte in cui ci ha invitato a casa sua o anche l’ultimo giorno quando e’ venuto da noi alla casa di Caracoto per la pizzata collettiva, e’ sempre stato indiscutibilmente il protagonista principale con i suoi racconti e le sue battute, davvero unico.

Anche Fredy e’ sempre stato presente ai nostri incontri ed e’ sempre stato disponibile per aiutarci con l’organizzazione delle ore per la realizzazione dello spettacolo. Altra persona molto importante e davvero di cuore ( anche se in quell’ambiente lo sono tutti ) e’ David, un fedele amico di Padre Luis che collabora con lui nel costante progresso e miglioramento dei progetti come la scuola “El Comedor Estudiantil Giordano Liva”.

Tutto questo contesto di tranquillita’, qualita’ ed organizzazione, ha fatto sì che il tempo volasse (specialmente per me che alla fine sono stato neanche 3 settimane) culminando con il giorno 28 Aprile data di attuazione delle spettacolo. Tutte le classi e i bimbi di ogni eta’ hanno partecipato con straordinario entusiamo dandoci una soddisfazione finale immensa conclusa con un ballo di gruppo alla fine dello spettacolo; bisogna anche dire che durante le ore di lezione non sempre e’ stato facile un po’ perche’ eravamo alle prime armi e alla prima esperienza, e un po perche’ i bimbi hanno parecchia energia da spendere che pero’ ti trasmettono costantemente: la mattina quando arrivi, quotidianamente quando entri in classe, giornalmente quando mangi con loro a mensa, e per me anche quando giochi con loro a pallone. Sorrisoni e abbraccioni a go go senza sosta, belve scatenate che metteno a dura prova il nostro fisico perche’ se fosse per loro non si fermerebbero mai ! Una cosa che mi ha sempre fatto sorridere per me che venivo da 7 anni di lavoro in ufficio e’ quando i bimbi mi chiamavano Prof, io che obbiettivamente non sono nessuno; anche se per poco e’ stata un emozione unica che mi riempiva dentro di orgoglio..

Alla fine quando arrivi al termine del percorso e devi salutare tutti la tristezza e la grande nostalgia sale repentina, ma tutto questo non fa altro che alimentare la convinzione che cio’ che hai fatto e conseguito ha sicuramente un valore che rimarra’ per sempre dentro di noi e chissa’ non potra’ avere in futuro un seguito. Rimarra’ sicuramente il ricordo della bellissima e accogliente casa di Caracoto, i Combi del mattino per andare alla scuola, la dolcezza e l’ironia di Padre Luis, la costante presenza e l’apporto di Fredy e di David, le battute alla casa con Jhonny ( esta es vida Jhonny ! ), il calore della gente del posto che sempre ci ha fatto sentire a casa, e immancabilmente i sorrisoni sconfinati e spontanei e la spensieratezza dei bimbi con cui abbiamo avuto la fortuna di poter collaborare.. perche’ chiamarlo lavoro e’ davvero un’eresia !

A me personalmente rimarra’ anche l’amicizia costruita con Adele e Aurora e le innumerovoli risate fatte fino a tardi, perche’ alla fine siamo sempre ragazzi in cerca di nuove esperienze e alla scoperta di nuovi orizzonti; sicuramente poter condividere con loro questa esperienza e’ stata per me una grande fortuna, perche’ sempre le persone che hai al tuo fianco fanno la differenza. Un ringraziamento particolare va sicuramente ad Antonella e Guglielmo, fondatori e primi sostenitori dell’associazione: perche’ e’ realmente solo grazie a loro se ragazzi come noi hanno la possibilita’ di provare determinate esperienze con la massima sicurezza, qualita’ ed organizzazione.

“Qui ci manca tutto, non ci serve niente”. Per me e’ un po’ il credo di certi luoghi del Peru’ come anche Juliaca e Caracoto, dove la gente va oltre cio’ che non ha e vive felice nonostante la vita e tutto cio’ che li circonda non siano sempre ed altrettanto così rosei.

Un imbocca al lupo finale lo faccio ad Adele perche’ so che continuera’ a collaborare con l’associazione in futuro e sono sicuro che sara’ un valore aggiunto avendo provato con mano e vissuto in prima persona questa esperienza. Conoscendola e avendo avuto l’opportunita’ di lavorarci assieme e condividerci molto tempo so che dara’ un forte apporto alla causa visto lo spessore della persona e il grandissimo entusiamo e capacita’ di relazionarsi con gli altri. Se poi ci aggiungiamo che parla bene lo spagnolo, ama l’America Latina ed ha un sorrisone contagioso, be’ il quadro e’ completo ! Con lei e Francesca da una parte, e Padre Luis dall’altra, l’associazione potra’ stare tranquilla ed i progetti potranno continuare a svilupparsi. Di sicuro un’accoppiata vincente ! 🙂

Al termine di tutto un grazie sincero, perche’ dopo 7 anni ce l’ho fatta a realizzare un sogno.

Il viaggio continua… e io speriamo che me la cavo

Saluti e a presto   … 12/05/2017 …

Gabriele Giannini

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